maria di antonello
Restauro virtuale
READING E VIDEO
presentazioni
PALERMO, 8 MARZO 2008ORE 18
ORATORIO DELLE DAME
Via del Ponticello
VERONA - CASA BORELLI - 30 gennaio 2008
CEFALU' - 25 agosto 2007
Conferenza al Mandralisca
Il 25 agosto alle ore 21 presso la terrazza di Palazzo Mandralisca la Prof.ssa Nadia Scardeoni terrà la conferenza dal titolo“ Maria di Antonello- il restauro virtuale” L’incontro , inserito nell’ambito della programmazione delle attività connesse alla mostra ““ L’Annunciata e il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina insieme al Museo Mandralisca di Cefalù “ propone una lettura didatticamente orientata a metodi di apprendimento sperimentali e operativi attraverso lo sviluppo di modalità di intervento virtuale sulle opere.

http://www.bta.it/txt/a0/04/bta00412.html
Roma CNR 19 settembre 2007
PALERMO - Casa RIVA SANSEVERINO . dicembre 2006


Verona - 17 ottobre 2006 ore 16,30 - presso l'Hotel Due Torri
Conferenza Rotary

VERONA - venerdì 8 giugno 2006 - Via dei mille 6a - ore 16,30

Villafranca FIDAPA - Villafranca, Verona ì 31 maggio 2006 - alle ore 19.30

VERONA Circolo della Rosa, Verona Giovedi' 11 Maggio 2006
ANNUNZIATA di Antonello da Messina
Nadia Scardeoni ci parlera' del suo grande amore per questo quadro che ha prodotto una serie di riflessioni e studi "Maria di Antonello" e "Restauro virtuale" . Due letture di Nadia Scardeoni http://www.nadiascardeoni.com
NOTE CRITICHE
di Maria Colonna Filippone
Ho sempre pensato che uno dei punti deboli della critica, nel tentare l’impresa di decodificare linguaggio e messaggio nell’opera di un artista, sia non aver sottolineato abbastanza il ruolo del destinatario dell’opera. Guardare e comprendere un quadro, o leggere una poesia non significa soltanto “accogliere” sensazioni ed emozioni estetiche, ma accoglierle con una sensibilità e intelligenza ed esperienza diversa da persona a persona. E’ lì che si realizza uno scambio creativo tra il fruitore e l’opera fruita.
Finalmente ho trovato in Nadia Scardeoni il caso esemplare di un critico che, invece di sovrapporsi (come spesso accade) all’opera d’arte a cui rivolge la propria attenzione, si appassiona al proprio ruolo di destinatario dell’opera: e si appassiona tanto da lasciarsi penetrare ad una profondità analoga a quella raggiunta dall’Artista -nel nostro caso Antonello- nel momento della creazione. Momento unico e irripetibile, a cui si può giungere soltanto se si è dotati di un’intensa sintonia con lo stesso Artista e dopo aver abbandonato tutte le pretese interpretative; e quando si raggiunge il silenzio dentro di sé, per aprire mente e anima all’ascolto. Sorge da questa dimensione interiore il suo linguaggio evocativo: “L’Annunciata si presenta ai nostri occhi… sola dentro una teca di silenzio buia e palpitante. E’il momento che precede l’Alba e blu siderale è il lieve riverbero del mantello.”Nonostante la sua grande preparazione culturale e conoscenza della disciplina, Nadia Scardeoni ha raggiunto il silenzio dell’anima e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare da questo suo modo “sacrale” di presentare L’Annunciata, che raggiunge il lettore attento in profondità.
"Il segno di Dio è ora in Maria. Janua coeli.”
Certo il silenzio dell’anima è fiorito anche dal silenzio dell’opera, in quella circolarità di emozione e percezione del mistero da cui nasce l’incontro di Nadia con l’Annunciata di Antonello e la Maria delle Sacre Scritture.
Incontro che Nadia Scardeoni ha drammatizzato rivolgendosi ad Antonello, alla sua “pietas mariana”, per ricreare il clima di umiltà e di preghiera con cui l’Artista si è rivolto alla Madre di Dio prima di ritrarla nell’Attimo che ha unito la terra al cielo: ma Nadia ha anche interiorizzato a tal punto l’opera di Antonello da esprimere in forma lirica un ritratto di Maria che passa attraverso gli occhi del Figlio:
"….Io sono il tuo Dio
Io sono accanto a te
Io sono fiero di te…
Tu sei…leggera come una foglia nel vento
Candida come la neve dei crepacci
Incauta
come un bambino avventuroso
Dolce
come un frutto pieno d sole.
Tu sei mia Madre
Maria”
Dice della nascita di Mater:
“Piano piano si è alzato il velo sulla “Maria” che avevo dentro…”. Velo alzato ancora sul silenzio dell’anima. Lo stesso velo che Nadia ha voluto difendere dall’incauto e maldestro restauro che aveva profanato la purezza dell’icona-Maria, quel buio dei capelli su cui filtra appena la luce, magistralmente descritto da Venturi nel lontano 1915:
L’ombra, che cade a taglio sulla fronte e si proietta sulla guancia sinistra, ottenebra il collo, staccandone il contorno luminoso del mento e della guancia destra e lasciando intravedere qualche filo lucente dei neri capelli”.
Poteva Nadia non difendere quell’ombra lucente su cui si era appoggiato un irriverente colpo di bisturi estraneo a tutta la vicenda dell’opera?
Naturalmente l’ha fatto appoggiandosi a inconfutabili prove, ha lottato perché l’opera fosse restituita alla perfezione dove Antonello l’aveva condotta, con la sua eccezionale capacità di penetrare nel mistero della Creatura prescelta da Dio ad essere Madre del proprio Unico Figlio. Nonostante le difficoltà dell’impresa, Nadia Scardeoni continua a condurre la sua lotta in difesa dell’opera che ha afferrato il suo cuore e la sua mente tanti anni fa…fin dal primo incontro.
E, sempre in questo spirito, ha realizzato un restauro virtuale che riporta l’Annunciata alla sua nitida trasparenza originaria.
Concludo con l’augurio che tale impegno sia riconosciuto e valorizzato in ogni modo, anche perché si possa raggiungere una conoscenza sempre più intima e completa di un’opera che continua a stupire, ad interrogare, a far riflettere chiunque si fermi a contemplarla.


